Telemarketing, vietate le telefonate nei confronti di chi non presta il consenso

Telemarketing, vietate le telefonate nei confronti di chi non presta il consenso

Provvedimento n° 313 del 22/5/2018

In seguito a numerose segnalazioni di consumatori per l’operato di una nota compagnia Italiana nel campo della telefonia mobile, il Garante per la Privacy aveva provveduto ad effettuare delle verifiche presso la Società, e presso alcuni partner contrattuali della stessa, al fine di accertare l’eventuale violazione della normativa in materia di privacy. La società infatti, nonostante il mancato consenso, continuava ad inviare ai clienti ed ex clienti telefonate ed sms dal contenuto promozionale nonostante gli stessi non avessero manifestato, né al momento della stipula del contratto telefonico né successivamente, il proprio consenso a ciò, o addirittura nonostante la manifesta opposizione al trattamento dei loro dati per finalità promozionali.

Nel corso degli accertamenti condotti dal Garante, è emerso che la Società non aveva conoscenza delle liste di utenze telefoniche esatte in mano ai partner terzi, che continuavano ad effettuare attività promozionali nei confronti di coloro che non erano clienti, né che la Società verificava la corrispondenza di queste liste ai requisiti legali per la lecita effettuazione di chiamate ai fini promozionali. Infatti, la Società impartiva ai partner unicamente le istruzioni per il corretto adempimento degli obblighi di legge in materia di trattamento e protezione dei dati personali, e si limitava a verificare l’operato di questi mediante l’invio di un formulario cartaceo, senza essere messa al corrente di come i partner registravano la volontà dei potenziali clienti di non essere contattati ai fini promozionali o meno.

Per rispondere alle opposizioni da parte dei consumatori, la Società si limitava a risalire (o almeno provava di farlo), al partner autore del contatto promozionale ed invitare a non contattare più il cliente.

Il Garante, dopo aver eseguito accertamenti anche presso i partner della Società, ha ravvisato nel trattamento dei dati personali eseguito da questa una violazione della normativa in materia di privacy, avendo posto in essere una pluralità di operazioni di trattamento per finalità di marketing senza il consenso degli interessati. Conseguentemente, ha disposto l’adozione da parte della Società di tutte quelle misure idonee a prevenire i contatti commerciali indesiderati.

Tale condotta omissiva da parte della Società aveva, pertanto, inciso negativamente sul diritto di autodeterminazione di quanti si erano opposti al trattamento dei dati personali, vanificando di fatto l’esercizio del loro diritto.

Inoltre, il Garante ha avuto modo di appurare che in fase di attivazione dell’utenza il contraente doveva necessariamente prestare il proprio consenso al trattamento dei dati per finalità di marketing, e il mancato consenso bloccava la procedura di attivazione: in questa maniera, il consenso non poteva che essere viziato, non risultando liberamente espresso.

Il Garante nell’esame di tale pratica ha ravvisato la violazione del principio di correttezza.

A conclusione del procedimento, quindi, il Garante ha prescritto alla Società il divieto di ulteriore utilizzo per finalità di marketing dei dati personali, relativi alle utenze, di coloro rispetto ai quali era assente un consenso liberamente manifestato.

 

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