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Antiriciclaggio, arriva il software dei commercialisti

Disponibile online (e accessibile dai siti www.commercialisti.it e https://antiriciclaggiopro.it) il software As-Sos messo a punto dal Consiglio nazionale dei commercialisti per le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. A farlo sapere lo stesso Ordine della categoria professionale, chiarendo che lo strumento informatico, «in grado di assicurare la ricezione di segnalazioni in forma anonima, è frutto del protocollo d’intesa stipulato con l’Uif (Unità di informazione finanziaria) lo scorso dicembre per consentire ai commercialisti e agli esperti contabili di adempiere all’obbligo di segnalazione di operazioni sospette, previsto dalla normativa antiriciclaggio, anche attraverso il Consiglio nazionale».

Si tratta di un software di «immediato accesso ed agevole utilizzo, dotato di adeguati livelli di sicurezza», grazie al quale il Consiglio nazionale «riceverà dagli iscritti le segnalazioni di operazioni sospette e trasmetterà, in via telematica, alla Uif il testo integrale della segnalazione, privo dell’indicazione del loro nominativo, assicurando in tal modo la massima riservatezza dell’identità del segnalante» come previsto dalla legge.

Il software As-Sos provvede automaticamente a criptare i dati del segnalante e della segnalazione, consentendo al Consiglio nazionale di caricare il file contenente la segnalazione nella piattaforma predisposta dalla Uif, dalla quale riceve un messaggio di accettazione o scarto, in formato Pdf, contenente solo il protocollo rilasciato da Uif e l’Id univoco della segnalazione.

Commercialisti, in Italia farsi pagare è più difficile

Fare il commercialista in Italia è decisamente più complicato che nel resto del mondo. Tra remunerazione difficile da recuperare, ore lavorate e non fatturate, normative in continua evoluzione, pressione fiscale superiore alla media , e spinta al ribasso dei compensi (questo fenomeno è globale) i professionisti italiani si dimostrano meno ottimisti dei colleghi stranieri . Un esempio? I giorni necessari per riscuotere la parcella in Italia sono almeno 120 nel 25% dei casi, contro una media mondiale dell’8%; altrettanto disarmante il confronto sui pagamenti ottenuti entro 60 giorni: il 59% è la media mondiale, che scende al 26% nel Belpaese. Restando in tema di parcelle qual è il rapporto tra le ore lavorate e quelle effettivamente pagate, il cosiddetto Tasso di utilizzo? In Italia questo rapporto è inferiore al 60% nel 42% dei casi mentre, in media, nel mondo a farsi pagare meno del 60% delle ore lavorate sono solo il 27 % dei professionisti

Questi dati emergono dal sondaggio annuale promosso da Ifac, alla sua VI edizione, sulle tendenze e sulle esigenze degli studi dei commercialisti a livello mondiale, condotto tra ottobre e novembre del 2016 e stilato in base a 5.060 risposte (dall’Italia sono arrivati 139 questionari, meno della metà degli anni precedenti), per un totale di 164 paesi partecipanti. Tra i più partecipativi – con più di 300 risposte – ci sono India, Cina e Romania. Una fotografia della professione da cui emerge la crescente consapevolezza dell’impatto che l’innovazione tecnologica avrà sulla professione nei prossimi anni (una presa di coscienza che lo scorso anno ancora non si era registrata). Per i piccoli studi le sfide future riguardano l’aggiornamento e la ricerca di nuovi clienti; per quelli più grandi, invece, sono il ribasso dei compensi e la selezione e fidelizzazione del personale.

Comunicazioni Iva, firmato il Dpcm: proroga al 12 giugno. Commercialisti: tardiva e insufficiente

Alla fine è arrivato il «comunicato-legge» a placare le (legittime) preoccupazioni di professionisti e imprese che in queste ore si stavano interrogando sulla sorte del decreto di proroga del primo appuntamento con la comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva. Una proroga anticipata ormai dieci giorni fa ma che tardava a materializzarsi in un provvedimento “tangibile” per gli operatori preoccupati dall’avvicinarsi del termine del 31 maggio

Così ci ha pensato il Mef con una nota ufficiale a far sapere che per lo slittamento del termine a lunedì 12 giugno è già tutto fatto. «Il differimento è contenuto nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze – scrivono dagli uffici di via XX settembre – Il provvedimento è stato firmato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dal Presidente Paolo Gentiloni, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale»

Manca la pubblicazione in «Gazzetta»
Dunque l’ultimo step sarà la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» (che potrebbe arrivare anche martedì 30 maggio) ma la proroga è già di fatto diventata ufficiale. Uno sospiro di sollievo per gli operatori, dunque, concentrati a fare i conti su quali dati vanno assolutamente comunicati e quali invece possono essere esclusi.

Il nuovo spesometro
Oltre all’invio dei dati delle liquidazioni con periodicità trimestrale, c’è infatti anche un altro adempimento: la trasmissione delle informazioni delle fatture ricevute ed emesse. Adempimento che solo per il 2017 il Milleproroghe ha reso semestrale, con il primo invio in scadenza il prossimo 18 settembre e il secondo a fine febbraio 2018.

Il presidente dei commercialisti Miani: proroga tardiva e insufficiente
E non si è fatta attendere la risposta del presidente dei commercialisti Massimo Miani che ha definito la proroga «tardiva e insufficiente». Secondo il numero uno del Cndcec (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti) «siamo di fronte all’ennesimo caso di una proroga che giunge, attraverso un comunicato stampa, a poco più di 48 ore dalla scadenza prefissata. Una situazione che è ormai diventata la norma nei rapporti tra amministrazione fiscale e professionisti, in aperta e costante violazione di quanto stabilito dallo Statuto del contribuente. L’incertezza sta diventando l’emblema del nostro sistema fiscale».

«Viste tutte le difficoltà che questo nuovo, ennesimo adempimento ha generato e dai commercialisti immediatamente segnalate – sotiene Miani – una proroga di soli 12 giorni appare del tutto insufficiente». Il riferimento è al fatto che «l’implementazione delle procedure per l’effettuazione del nuovo adempimento ha richiesto oltre cinque mesi di tempo, tant’è che il modello di comunicazione con le relative istruzioni e le specifiche tecniche di trasmissione telematica sono state approvate dall’agenzia delle Entrate solo il 27 marzo 2017». A suo avviso, poi, «i software di compilazione e di controllo necessari per l’invio delle comunicazioni sono stati messi a disposizione sul sito internet delle Entrate soltanto dopo la prima decade di maggio, lasciando dunque a imprese e professionisti soltanto quindici giorni di tempo a disposizione per la materiale esecuzione dell’adempimento». Non essendo “veicolabili” all’agenzia delle Entrate tramite il canale di trasmissione Entratel, « c’era bisogno di maggiore -spiega il presidente dei commercialisti – tempo a disposizione per “familiarizzare” con le nuove modalità di trasmissione telematica e per consentire ai professionisti di assolvere agli incarichi ricevuti con la dovuta diligenza professionale».

Associazioni sul piede di guerra: è il momento della protesta
«Gli impegni non rispettati ci vedono costretti a pensare a delle azioni di protesta contro un’amministrazione non rispettosa del lavoro e della dignità̀ altrui, dei cittadini e delle imprese. Mal riposta è̀stata la fiducia concessa dalle associazioni sindacali dei commercialisti alle promesse del viceministro Casero». Le associazioni dei commercialisti Adc, Aidc, Anc, Ungdcec sul piede di guerra contro il viceministro dell’Economia, Luigi Casero.

«L’elenco dei provvedimenti introdotti, assurdi e mortificanti per imprese e professionisti – continua la nota diffusa in serata – è lungo. Non solo alcuni nuovi adempimenti paiono inadeguati ad ottenere un vero recupero dell’evasione, ma l’agenzia delle Entrate si è dimostrata impreparata a riceverli. Prova ne sia il ripetutamente annunciato provvedimento di proroga dell’invio trimestrale delle comunicazioni Iva, dovuto all’inadeguatezza del sistema di ricevimento, che solo oggi, a due giorni dalla scadenza, accompagnato da delucidazioni oscure e contraddittorie, è dato per firmato e in corso di pubblicazione. Da dimenticare anche la mini rimessione nei termini dell’invio delle dichiarazioni annuali Iva (solo per quest’anno anticipate a febbraio) per malfunzionamento del sistema informatico. Ne va, purtroppo, della credibilità̀ del ministero e dell’Agenzia. Come possono, le istituzioni, pretendere il rispetto dei contribuenti se esse stesse mancano di rispetto ai cittadini? Il fisco amico è una chimera, un ossimoro. Il dialogo con il ministero si è interrotto e l’incertezza e la vaghezza sono il vessillo del sistema fiscale italiano. Passiamo a riscuotere la cambiale. E stavolta non saranno solo prove generali di mobilitazione. Siamo costretti a dare corso ad azioni. Non è più̀tempo per concessioni di fiducia, è tempo per la protesta».